Con più leggerezza, chè tanto non vale la pena incazzarsi... (al massimo mi indigno).
Intanto, per chi se lo fosse perso, lo stato dell'arte nella Repubblica del Nord (e non solo).
12 maggio 2009
Si riprende (?)
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14 settembre 2008
10 luglio 2008
Guzzanti vs Carfagna
Una dice: "Per arrivare dove sei hai spompinato il premier", dimenticandosi di sottolineare la bruttezza di un sistema maschilista che costringe una bella donna a far carriera a suon di prestazioni orali.
L'altra risponde: "Ho dato mandato ai miei avvocati di denunciare la figlia di Paolo Guzzanti", azzerando di fatto l'autonomia intellettuale di una donna e precipitandola nel patriarcato.
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28 aprile 2008
Arrivederci Roma
Sarà perchè a Roma ci abito, ma avere un sindaco con la celtica al collo che potrebbe essere un incrocio tra un intrallazzatore alla Storace o alla Bassolino e un mazzolatore alla Tosi, non la definirei una cosa di cui rallegrarsi. Roma rischia di essere un laboratorio politico molto importante per la destra non del tutto berlusconizzata e questo laboratorio avrà un impatto sul territorio molto forte. Non pensiamo che la sconfitta di Rutelli sia la sconfitta di un blocco di potere economico, Alemanno saprà certamente come carezzare certi potentati della città fedeli fin'ora al centrosinistra, del resto già ampiamente pronti a saltare sul carro del vincitore. E' piuttosto l'affermazione dei peggiori istinti della città, razzisti ed egoisti, ultralegalitari e nostalgici.
"Riporterò subito l'ordine" sono state le prime parole del neo sindaco di una capitale europea (!) con molti problemi e molte aspirazioni e condannata però a rimanere impigliata nel tema della sicurezza e della legalità. Curioso, questa è la prima amministrazione neofascista guidata da un ex picchiatore di barboni a Colle Oppio che Roma ricordi. Ancora una volta a sinistra varrebbe la pena ricordare la storia dell'apprendista stregone: giocando col fuoco va a finire che ci si brucia. Ovvero soffiando sul fuoco dell'insicurezza, della paura, si stuzzicano certe pulsioni che poi premiano i fascisti.
Per chi invece si è martellato i coglioni perchè ha pensato che Alemanno sindaco significherà una via privilegiata alla ricomposizione di classe e per questo ha praticato l'astensione, una parola: ciechi.
Ultima curiosità, l'effetto Montalbano che strappa elettori di Alemanno ad Antoniozzi. Tanto per sdrammatizzare, potrei suggerire al PD questa candidatura di sicura efficacia per la Regione Lazio.
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19 aprile 2008
La cittadella
Ecco la vera vincitrice di questa tornata elettorale.
E' la cittadella fortificata, è il concetto di cittadinanza esclusivo, quello che spinge un operaio del nord-est iscritto alla Fiom nelle braccia della Lega. E' il desiderio del guadagno non condiviso, un guadagno prevalentemente ma non necessariamente economico.
Gli abitanti della cittadella fortificata vivono sotto la costante paura dell'assedio, temono le insidie che derivano dall'apertura del ponte levatoio, anelano protezione dallo straniero, agente distruttore dei legami e dei privilegi cittadini. E' l'Italia delle mille cittadelle ad aver imposto le proprie paure, ad averne fatto paradigma politico per l'intera nazione. Non è una paura, questa, per la quale la cittadella senta la necessità di approfondimento, di analisi. La cittadella non si interroga sui modi di produzione, sulla globalizzazione economica e finanziaria, non si chiede il perchè dei flussi migratori. La cittadella non vuole capire perchè ha paura e cerca protezione.
Incidentalmente la trova negli stessi soggetti politici responsabili dell'esasperazione della propria ansia, quei soggetti incapaci di migliorarne le condizioni ma capaci, a parole, di difenderne le attuali. E' non è poco, agli occhi della cittadella.
La Lega Nord, attualmente la forza politica più forte e radicata del panorama partitico italiano, vende soluzioni a buon mercato ma convincenti, illude la cittadella che i suoi ponti possano essere chiusi per sempre, soffia sul fuoco della paura mentre cerca di mitigare l'ansia dei cittadini proponendogli legami sociali basati sull'esclusione, recide alla radice concetti come solidarietà, ma solo per il "fuori", mentre li garantisce "dentro" i confini della cittadella.
Chi ha la fortuna di entrare nella cittadella? Pochi, i più infatti ci nascono e sono per questo circondati da occasioni e solidarietà, dinamiche che nella cittadella esistono soltanto in funzione e come riflesso del "fuori".
Si dice che la sinistra pecchi come al solito di poco pragmatismo, si crogioli nelle sue analisi, nella sua intellettualità. Credo invece che sia tutto il contrario il peccato della sinistra, quello che l'ha portata al disfacimento. E' stata la mancanza di analisi e la mancanza di proposta, è stata l'illusione di poter governare la cittadella come provincia di un signorato. E' stata la parabola drammatica di Pisacane, andato per liberare e accolto dai forconi.
La sinistra si è fatta sottrarre le sue intuizioni migliori, la sua ragione d'essere più intima.
La critica alla globalizzazione, una volta argomento tabù, è divenuta di pubblico dominio, la cittadella ne intuisce la giustezza, Tremonti gliela spiega meglio.
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